Strategia Pomigliano: prendere per il culo.

Movimento Pomigliano Cinque Stelle: Da “Pomigliano non si tocca” a “Toccateci pure e Prendeteci per il culo”

Democrazia? decisioni condivise e partecipate? Eccoci serviti! Non era quello che chiedevamo? E allora ecco che azienda, sindacati e partiti politici di maggioranza e opposizione, con pochissime eccezioni, faranno ancora una volta il gioco del più forte dandoci a bere, questa volta, un bel referendum e scaricando la responsabilità dell’ennesimo attentato alla dignità umana sui diretti interessati, gli operai. Una bella consultazione con gli operai per decidere del futuro della produzione? Per decidere dell’organizzazione del lavoro e perchè no, dei sacrifici che gli operai devono sopportare per il bene dell’azienda? Ma anche no! Continua a leggere

La verità sul federalismo demaniale

Il  MoVimento 5 Stelle Procida condivide la linea espressa dal MoVimento a livello nazionale sul federalismo demaniale attraverso le parole di Giovanni Favia del MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna e che riportiamo di seguito. Anche la nostra isola è direttamente interessata da questo provvedimento, che vede aprirsi tutta una serie di prospettive per l’ex carcere di Terra Murata. Una risorsa preziosa per il nostro territorio, che va valorizzata, ma allo stesso tempo tenuta lontano dal rischio  speculazioni.

Comunicato
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E’ tempo di sgomberare il campo

Solo spostando l’attenzione sulle esigenze sociali della popolazione procidana si potrà rifondare una politica turistica vincente e basata su di una reale qualità della vita. Mobilità sostenibile, Depurazione, Urbanistica ed Energie Rinnovabili sono impegni che le nuove generazioni sono preparate e pronte ad affrontare. Ma temo che sarà prima necessario sgomberare il campo.

Il Movimento 5 Stelle Procida al fianco dei Comuni Virtuosi e di Camigliano

Operazione catenaccio, martedì tutti a Roma!

Martedì 22 giugno, alle ore 15.00 di fronte al Palazzo del Quirinale a Roma, sit-in di protesta a sostegno del Comune di Camigliano (CE), del suo Sindaco Vincenzo Cenname e di tutto il consiglio comunale, sciolto venerdì per un’assurda Legge valida solo per la Campania, che impone a tutti i comuni la cessione della gestione diretta dei rifiuti per consegnarla a consorzi provinciali non meglio identificati… Continua a leggere

Il MoVimento 5 Stelle rifiuta il finanziamento di 1.700.000 euro per le elezioni regionali

Il MoVimento 5 Stelle non vive di soldi pubblici, I partiti che straparlano di tagli incassano centinaia di milioni di euro di “rimborsi elettorali“, una truffa che consente di aggirare l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sancita da un referendum. Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato il rimborso di un milione settecentomila euro per le regionali. I suoi consiglieri regionali e comunali si autoriducono lo stipendio, o rinunciano ai compensi come a Voghera.  Il MoVimento dà l’esempio, vediamo quanti partiti lo seguiranno su questa strada. I soldi devono rimanere ai cittadini.  Ricordate: senza l’acqua, la papera non galleggia! Continua a leggere

Nessuna tolleranza verso comportamenti malavitosi

Il Movimento 5 stelle Isola d’Ischia non tollera la violenza, in tutte le sue manifestazioni. L’avvenuta aggressione ai danni di Luca Savino, membro attivo del Movimento, ad opera del sig. Stani D’Orta, avutasi ieri sulla banchina del molo di Lacco Ameno, richiama modi di fare inaccettabili e criminali ai danni di un cittadino che in più occasioni ha mostrato passione civica ed attaccamento alla propria terra, esponendosi in prima persona e con il Movimento nella denuncia di gravi abusi sul territorio isolano ad opera di malfattori che non hanno alcun rispetto dell’Isola e dei suoi abitanti. Continua a leggere

MoVimento 5 Stelle Ischia su RAI3, Ambiente Italia

Forio, cantiere sequestrato e lavori in corso.

Denuncia del MoVimento 5 Stelle Ischia al TG Regionale (Ambiente Italia) sui noti problemi di abusivismo sull’isola d’Ischia. Il sindaco di Forio Franco Regine nominato custode giudiziario, latitante della legalitá per Cava dell´Isola. Luigi Boccanfuso:” I cattivi messaggi del periodico condono”.  Aldo De Chiara:”Abbattimenti di costruzioni tra 80 e 100 m², non certo di necessitá”. Sebastiano Conte:” Per Ischia regole certe é un progetto condiviso”.

IschiaBlog

L’acqua non si vende e non si ruba né in Italia né in Africa

di Marco Esposito
Il ministro Frattini vuole finanziare la diga Gibe III in Etiopia con 250 milioni di euro. FERMIAMOLO! MARTEDI’ 15 GIUGNO ORE 15.30 PRESIDIO DAVANTI IL MINISTERO AFFARI ESTERI Piazzale della Farnesina.
Questa potrebbe sembrare la storia di un progetto di cooperazione qualunque. Ma non lo è. Qualcuno lo chiama sviluppo. Per altri si tratta solo d’affari. Altri ancora ne hanno fatto una battaglia di civiltà. Per qualcun altro, infine, è una pura questione di sopravvivenza.
La storia comincia nel 2004 quando la DGCS approva il più grande credito d’aiuto mai concesso prima dalla cooperazione italiana, 220 milioni di Euro per la costruzione dell’impianto idroelettrico Gilgel Gibe II in Etiopia.
I lavori, già iniziati, sono stati assegnati dal governo etiope ad una nota azienda italiana senza gara d’appalto e sulla base di studi ambientali giudicati parziali dal nucleo di valutazione tecnica della stessa direzione generale.
Il ministero dell’Economia e delle Finanze esprime un parere sfavorevole anche perchè l’Italia è in procinto di cancellare all’Etiopia un debito pari a 320 milioni di euro e non appare coerente reindebitare gravemente il paese. Nonostante le valutazioni negative dei tecnici il progetto viene misteriosamente approvato. Su tale mistero ha indagato anche la procura di Roma fra il 2006 ed il 2007, che in poco tempo ha archiviato l’inchiesta. Sulla vicenda cade uno strano silenzio. A gennaio del 2010 l’impianto viene inaugurato alla presenza del ministro Frattini e delle autorità etiopi. Due settimane dopo, il tunnel infrastruttura principale dell’impianto, crolla. Ad oggi l’impianto non è ancora in grado di produrre energia elettrica.
Ma facciamo un salto indietro. Nel 2006 la nota azienda italiana firma un altro contratto con il governo etiope. Questa volta si tratta di una mega-diga sullo stesso bacino, poco più a sud dell’altro. Si chiamerà Gilgel Gibe III e sarà una delle più grandi dighe africane. Anche questo contratto è assegnato senza gara ed i lavori iniziano senza studi di impatto e senza i necessari permessi ambientali. Tutto procede per il meglio, fino a che alcune ONG durante una missione in Etiopia realizzano quello che sta veramente accadendo. Un mega sbarramento di 240 metri in una delle zone a più alta diversità culturale e biologica dell’Africa. Quindici comunità indigene che vivono grazie alle piene naturali di un fiume vedono minacciata la loro sopravvivenza. Un lago desertico, il Turkana, nel vicino Kenya che rischia di ridursi drasticamente compromettendo la pesca locale, unica attività produttiva della regione. Un governo repressivo che arresta chiunque esprima dissenso e chiude tutte le associazioni di comunità. Il silenzio è rotto e la società civile internazionale lancia una campagna per fermare il progetto. I finanziatori tentennano, riconoscono la necessità di rifare gli studi di impatto ambientale e sociale. Ma il governo Etiope va avanti da solo e cede un pezzo di progetto ad una società cinese in piena campagna elettorale per dimostrarsi vincitore di quello che ormai è diventato un braccio di ferro internazionale.
Ed eccoci qui, a Piazzale della Farnesina, dove l’Italia ambisce a fare affari con regimi dalla scarsa caratura democratica, con i nostri soldi, in un momento in cui viene varata una manovra finanziaria con tagli drastici alla spesa pubblica, per un progetto che non ha niente a che vedere con lo sviluppo ma, al contrario, affamerà ed incrementerà la povertà di mezzo milione di persone.
250 milioni di Euro è il prezzo che il nostro ministro vuole farci pagare per non far perdere il contratto alla nota azienda italiana. Perché? A giudicar dai fatti la motivazione non può esser certo quella di aver bene operato. Ad ognuno il compito di cercare la risposta.
In attesa di trovarla potremmo scrivere le fine di questa storia insieme. Una storia di discutibili alleanze politiche ed economiche che riescono a dettare legge nel nord e nel sud del mondo, continuando ad imporre un modello di sviluppo che i fatti hanno già dimostrato essere sbagliato. Una storia dove i perdenti sono sempre gli stessi: i più deboli e marginalizzati. Una storia di cittadini il cui rispetto ed opinione sono quotidianamente calpestati da una politica arrogante e assolutista.
Ma la storia si cambia anche con battaglie simboliche.
Questa è una di quelle battaglie