Andrea D’Ambra sull’intera home de Il Fatto Quotidiano: “C’è del marcio anche a Strasburgo”

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Nel 2007, grazie ad una petizione, D’Ambra vinse la battaglia contro il balzello del ‘costo di ricarica’ imposto dalle compagnie telefoniche. Ora il David di Ischia ci riprova. Se la sua proposta fosse accettata, i primi a dovere sloggiare sarebbero tre nostri connazionali: Vito Bonsignore, vicepresidente del Ppe, tentata corruzione; Aldo Patricello (Pdl) finanziamento illecito; Mario Borghezio (Lega) incendio aggravato da finalità di discriminazione. E con loro anche i razzisti (condannati) come il francese Le Pen e il britannico Griffin. E poi molti altri. Aiutato dai tedeschi Pöttering e Leinen nella scorsa legislatura, D’Ambra è ignorato dagli italiani: il presidente della Commissione affari costituzionali, Carlo Casini, dell’Udc, non gli risponde nemmeno, perché, dice, non è affar suo. Ma è proprio in Commissione affari costituzionali che a settembre sarà discusso il regolamento generale sui requisiti dei parlamentari. L’Idv vorrebbe inserire un emendamento – Parlamento europeo pulito – che sancisca l’ineleggibilità anche per i condannati in primo grado. Intanto, per iniziativa di quattro eurodeputati – Sonia Alfano, Rita Borsellino, Rosario Crocetta e la francese Eva Jolì – la petizione di Andrea è diventata una dichiarazione scritta che se firmata da almeno la metà dei 736 europarlamentari avrebbe valore di “soft law”. Una specie di parola data che a quel punto sarebbe difficile rimangiarsi.

Fonte: ilfattoquotidiano.it
Contatti:
Andreadambra.eu
Metup Ischia

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