Woodstock significa speranza.

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di roberta lombardi

Se la speranza avesse un colore, sarebbe l’azzurro terso del sole di ieri a Cesena. Come se anche il cielo avesse aspettato noi ed il nostro entusiasmo per passare dalle nuvole incerte di sabato all’esplosione di una tardiva estate di ieri. Come se anche il cielo avesse provato a dimostrarci che non esistono nuvole che con la nostra volontù non possiamo mandare via.

Sabato è stata una giornata interlocutoria: il viaggio, ritrovare gli amici da tutta Italia che senti ad a cui scrivi, condividendole, le tue frustrazioni da battaglie mai vinte completamente, abbracciarli e ritrovare nei loro occhi allegri la stessa voglia di cambiare tutto che è poi quella che ogni giorno ti fa dedicare un pochino di te agli altri. E rinnovare con loro l’impegno di rinsaldare la rete che ci unisce: Peppe, Marco e Vincenzo di Parma, Asli di Milano, Marco, Roberto e Salvio della Campania, Ale Cuppone di Bologna, il buon Franco Dell’Alba che sembra tornato ragazzino, Vittorio e Davide di Torino, gli amici dell’Umbria (Michele mancavi solo tu) e tanti tanti altri. Sono gli amici che vedi ogni tanto con cui basta una mezza parola ed uno sguardo per entrare in immediata risonanza. Sono quelli con cui condividi la parte migliore di te e che ti spingono, solo per il fatto che esistono nella tua vita, a migliorarti ancora. Sono con quelli con cui, dopo due minuti che chiacchieri, hai già tirato giù una lista di cose da fare insieme che ti hanno riempito la vita fino all’anno prossimo. Ed altre se ne aggiungono casualmente, perchè ecco che mentre sei in fila per una birra il ragazzo davanti a te si gira e ti chiede se sei di Roma e se lo puoi aiutare perchè a casa sua a Genova gli stanno costruendo un gassificatore sotto il naso e tu ci sei già passato con quello di Malagrotta. E ti scambi idee e mail per inserire anche lui nella tua rete, ampliando esperienze e relazioni.

La musica è di sottofondo a tutto, ogni tanto un cameo di meraviglia come il duetto tra Dario Fo e Beppe Grillo ti cattura per fissarsi nella tua mente come attimo prezioso da custodire tra le emozioni di questi due giorni, ogni tanto un ritmo che ti prende di più ti porta a ballare sul prato ringraziando mentalmente ed in ordine sparso dio per essere viva, beppe per aiutarti a sentirti viva e te stessa perchè ogni giorni ti impegni a rimanere viva e saper godere ancora della magia di istanti di pura felicità.

Felicità che diventa ilarità quando ogni tanto incroci patetiche figure che ben conosci perchè magari ci hai diviso pezzi di sogno, ma che il tempo galantuomo ti ha svelato la piccola cosa che sono: meschine genti in cerca di personali visibilità invece dell’emozione che si vive partecipando alla costruzione di un sogno. Le incontri mentre si agitano come anime dannate vicino le transenne cercando un varco per infilarsi nel retropalco, magari sperando che un occhio di bue benevolo incappi in loro e le riporti in auge. Ma in questo movimento non si vive di luce personale, la nostra luce è forte perchè viene da tutti quelli che ci credono e se la portano dentro e la diffondono senza neanche sapere di farlo. Siamo piccole lucciole che nel buio si indicano reciprocamente un sentiero, seguici e saremo tutti luce. E di nuovo sarà giorno.

E si è fatto davvero giorno, è domenica, alle 10 e mezza il palco è già in piena attività, la musica vibra nell’aria pulita e frizzante del mattino, incontri Filippo dello staff che ti presenta la sua bellissima famiglia e ti fermi a chiacchierare con loro di futuro e di emozioni.

Poi arriva Beppe e scendendo dal palco incontra persone, stringe mani, ha una battuta per tutti. E’ raggiante, ti vede e ti abbraccia stretto stretto e poi ti racconta subito che stamattina presto è andato a fare un giro nella zona tende e camper ed ha svegliato uno portandogli il caffè, l’occhio birichino del monello che sa di aver fatto una simpatica marachella. Poi diventa d’improvviso serio, guarda tutti negli occhi e dice “ragazzi, noi oggi qui stiamo facendo la storia” e tu sai che non è retorica ma è vero, vivo questa sensazione del giorno del primo Vday ed ormai sono passati 3 anni. E l’emozione ed il senso di sacralità di questo momento ti stringe la gola per la commozione quando senti le sue parole dal palco, parole che hai sentito decine di volte in consessi pubblici e privati, sempre forti, sempre chiare, sempre dirette. Ma che oggi, sul prato di Cesena, ti circondano e come un tornado di lanciano verso un futuro che esisterà solo se ognuno di noi contribuirà a costruirlo giorno per giorno OGGI.

Ti lasci andare alla vertigine della storia: e ti ricordi della scommessa del primo Vday, della corsa per fare la nostra prima lista, degli errori e delle ingenuità, degli amici persi e di quelli trovati, dei compromessi con te stessa e della rabbia per averli fatti, del sollievo provato quando te ne sei liberata e del senso di solitudine di quando gli altri non capivano questa tua scelta, degli sguardi e della parole degli altri che non ti hanno capito per mesi e poi della loro rabbia contro se stessi per non aver capito prima, delle nuove sfide affontate insieme quando l’abbraccio tra noi si è ricomposto, del futuro che ci aspetta… e quest’onda di emozioni, di vita vissuta e di vita da costruire per un attimo ti sommerge e ti sembra quasi di non riuscire a riemergere…. chiudi gli occhi e ti lasci attraversare da questa scarica di emozioni….. ed i tuoi sensi sembrano risvegliarsi….. vedi il tuo futuro con nuovi occhi, senti la calda carezza del sole che passa la pelle e ti scalda il cuore, odori il fresco profumo di libertà di cui parlava paolo borsellino, assapori di nuovo il gusto di fare la cosa giusta per il tuo paese e senti la musica…

I feel good canta James Brown ed è maledettamente vero: I FEEL GOOD.

http://robertalombardi.wordpress.com/2010/09/27/woodstock-significa-speranza/

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