Rifiuti ad Ischia, un problema volutamente non risolto

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L’esempio delle inefficenze della pubblica amministrazione ischitana e per cui anche il Movimento 5 stelle Procida mostra vicinanza ai cittadini dell’isola verde e crediamo sia il momento di cominciare a pensare ad una soluzione comune ai nostri rifiuti che finiscono a Terzigno e Giugliano e nelle discariche Campane. Dobbiamo capire che siamo responsabili di questo disastro e non possiamo pensare di continuare a consumare consumare e produrre rifiuti come più ci aggrada. Fermiamoci siamo ancora in tempo.

di Mario Goffredo – Mai come adesso è necessario essere solidali con popolazioni come quelle di Terzigno e Giugliano che vengono calpestate nella propria dignità, pur di far urlare al governo la pronta soluzione di un problema che viene esclusivamente rimandato, rappezzato di volta in volta, imbottendo sempre nuove discariche ed alimentando inceneritori divora tutto e sputa diossina. La Campania è in ginocchio, ma mostra con forza l’intolleranza delle popolazioni limitrofe alle discariche, oramai allo stremo esistenziale.

Dal canto nostro Noi Ischitani non possiamo non far pressione sulle aziende nostrane isolane affinché venga operata una drastica riduzione del conferimento in terraferma di rifiuti indifferenziati destinati o alla discarica o all’incenerimento. Oltre alle immediate misure di riduzione dei rifiuti all’origine con distribuzione di prodotti alla spina, vuoto a rendere e restrizioni sul monouso è d’obbligo operare una prima fondamentale distinzione della frazione organica/umida dalla restante componente secca.
La frazione organica potrebbe essere smaltita per quanto possibile con compostaggio domestico, per i molti in possesso di terra o anche giardino e nel peggiore dei casi mandata verso gli impianti di compostaggio fuori regione. Per tale scopo le tanto promesse compostiere in comodato restano sull’Isola un miraggio per quanti ne hanno fatto richiesta.

Questa prima, fondamentale sottrazione dell’organico dalla massa prodotta, consentirebbe poi di poter efficacemente lavorare sulla frazione secca, con una differenziata che sia innanzitutto domestica, ma che sappia anche nella restante parte operare industrialmente con selezione manuale ed estrusione dell’indifferenziato da trasformare in materiale edile o stampabile. Il modello industriale adottato a Vedelago ne è un valorosissimo esempio.

Un impianto di selezione manuale, colmo dei colmi, fu iniziato e non completato tempo fa e giace come un dinosauro arrugginito e abbandonato nei pressi della Cantina Sociale in Barano d’Ischia (foto allegate del 2008). Una buona idea evidentemente nociva agli interessi criminali legati alla gestione rifiuti: un problema volutamente non risolto.

di Mario Goffredo

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