“Sogno e son desto”

A voi che leggete, voglio condividervi un sogno perchè questo credo sia il modo migliore per renderlo vero, concreto.
Lo scorso anno il 3 e 4 ottobre, il convegno organizzato dall’Associazione MAIA e altre associazioni, sui Comuni Virtuosi dal titolo: “Un sogno in… Comune
Percorsi virtuosi nel paesaggio delle Pubbliche Amministrazioni” Ebbene è passato un anno e credo l’esigenza che questi temi e la consapevolezza che essi possano davvero determinare il cambiamento, sembra davvero cresciuta, vista anche la situazione che vive la nostra piccola comunità, isolana. Da questa esigenza è nato questo secondo incontro.
Potremmo dire che è Un sogno che continua. “Solo sognando insieme potremo realizzarlo attraverso l’abbandono di quel senso di onnipotenza, che spesso ci fa sentire esclusivi, e capire che singolarmente siamo solo frammenti di un progetto più grande che dobbiamo costruire tutti insieme. Un progetto che non sia solo di denuncia e di protesta, ma di proposta.” (francesco gesualdi).

Questo secondo appuntamento è promosso dall’associazione di Volontariato MAIA, in collaborazione del Gruppo Insieme per Procida e del Movimento 5 Stelle Ischia e Procida
Si comincia lunedì 25 ottobre alle ore 18.00 presso l’albergo La Vigna. Il titolo scelto è: Sogno e son desto le scelte possibili per un futuro migliore e sostenibile .
Un incontro pubblico per riflettere su un tema: Nuovi stili di vita, le scelte responsabili come opportunità! Come tutelare ambiente e diritti umani, creare occupazione e migliorare la nostra qualità di vita.

Cercheremo attraverso un viaggio che sarà il racconto di esperienze vissute dai protagonisti Michele Dotti e Vincenzo Cenname, di capire come temi quali i diritti umani, la sostenibilità ambientale, la giustizia sociale e lo sviluppo non siano in antitesi tra loro ma possono camminare insieme.
L’incotro sarà di Acciaroli, Angelo Vassallo, perchè il deisderio è quello che questo sia il primo di una serie di incontri per valorizzare la politica comunale virtuosa e modelli di sostenibilità amministrativa
Lo stesso tema verrà trattato martedì 26 ottobre da Michele Dotti che incontrerà le classi 4 e 5 dell’istituto superiore di Procida ad indirizzo sociopsicopedagogico, con un taglio educativo che promuova il senso civico e la responsabilità negli alunni, nella consapevolezza che non si può parlare di diritti di tutti senza riflettere sui doveri di ciascuno.

A conclusione dell’icontro ci sarà una cena conviviale con buffe freddo. Vi chiediamo di portare per favoei un bicchiere. Aaiutiamo l’AMBIENTE! Continua a leggere

L’appello dell’Associazione Vivara per una nuova sede.

Il MoVimento 5 Stelle Ischia si è recato a Procida nella bellissima giornata di sabato 9 ottobre per in incontrare gli amici dell’associazione Vivara Onlus che ha allestito presso la propria sede una mostra esposizione riguardo alla fauna e alle bellezze naturalistiche delle Isole Campane.
L’Associazione è completamente autofinanziata e con enormi sforzi porta avanti da tempo un lavoro di documentazione e classificazione delle specie anfibie che popolano le Isole Campane. Un lavoro che si estende a tutte le meraviglie natualistiche che le nostre isole ancora presentano.
Purtroppo questa associazione sta per essere sfrattata dalla sede ove si trova ed è stato pertanto doveroso accogliere il loro appello affinché realtà che approfondiscono il bello delle Isole della Campania non si estinguano nel brutto del vivere continuamente incentivato da politiche scellerate.

Alex Zanotelli: “vogliamo vivere”!

Napoli, 4 ottobre 2010 Festa di San Francesco D’Assisi, il cantore del creato.

E’ stata questa la settimana che ha fatto esplodere la grande bugia sui rifiuti a Napoli. Nel luglio 2008 Berlusconi annunciava in tv che la tragedia della ‘monnezza’in Campania era risolta .In questa settimana La ‘monnezza’ per strada (Napoli e provincia) , e la ribellione della gente di Terzigno e Boscoreale contro le discariche nel Parco Nazionale del Vesuvio hanno sgonfiato il ‘pallone’ mediatico. Nell’anno diciassettesimo dal primo commissariamento, dobbiamo ammettere che siamo in piena crisi rifiuti. Ho vissuto in prima persona questa drammatica settimana che ha visto i paesi vesuviani ribellarsi all’imposizione di un’altra discarica nel loro territorio,la Cava Vitiello , che potrebbe contenere 15 milioni di tonnellate di rifiuti. E questo nel Parco Nazionale del Vesuvio! La stessa Unione Europea ha giudicato questo “un’aberrazione”. Nel pomeriggio di domenica 25 settembre, sono stato a Boscoreale(adiacente alla discarica), per portare la mia/nostra solidarietà alla popolazione che la notte precedente era stata picchiata a sangue dalla polizia e al sindaco che faceva lo sciopero della fame. Quella resistenza civile e pacifica si era scontrata con le forze dell’ordine che avevano manganellato i manifestanti inermi, con le mani alzate. A queste persone umiliate e ferite, sono arrivate come balsamo le parole del vescovo Depalma di Nola(NA):”La chiesa è solidale con le migliaia di persone che in questi giorni giustamente protestano per difendere la loro terra e la propria vita. Tale protesta è sacrosanta e non è nel modo più assoluto influenzata o originata da presenza camorristica. Dire che dietro la protesta c’è la camorra è solo creare un alibi per nascondere le carenze o le inadempienze delle istituzioni.” A notte fonda ,ci siamo incamminati con tanta gente verso la rotonda di Via Panoramica, dove i cittadini dei paesi vesuviani(Boscoreale, Boscotrecase e Terzigno) hanno allestito un presidio. Ci ha accompagnati, in questo tragitto un odore nauseabondo, di discarica, che mi ha fatto ricordare la “puzza”insostenibile della discarica Di Korogocho(Nairobi-Kenya)!E’ una “puzza” che avvolge tutti i paesi vesuviani e fa vomitare la gente. In prossimità della discarica , ad accoglierci ci sono i poliziotti anti-sommossa, armati fino ai denti. Il confronto con i poliziotti diventa serrato. C’è chi urla, chi piange, chi chiede spiegazioni, chi insulta.”Caricatemi-urla una donna che fronteggia la polizia. Sono qui per essere caricata!Lotto per la vita dei miei 6 figli e 4 nipoti. Voglio che vivano, non che muoiano! Sono stata operata di cancro(mostra la ferita!), non mi importa della mia vita, voglio che i miei figli e nipoti vivano. Caricatemi! Continua a leggere

Cinque buone ragioni per il vuoto a rendere

Il vuoto a rendere è meglio

La maggioranza dei cittadini preferisce comprare bottiglie in vuoto a perdere. Da un lato questo po’ sembrare un risparmio, sicuramente questa scelta non aiuta l’ambiente. I sistemi in vuoto a rendere sono decisamente più ecologici rispetto a sistemi in vuoto a perdere. Il riuso delle bottiglie contribuisce a ridurre il consumo di risorse non rinnovabili. I vantaggi ecologici del vuoto a rendere tuttavia si riducono in funzione della distanza tra luogo di produzione e luogo di vendita. Il limite massimo si colloca a ca. 750 km. Le bottiglie vuoto a rendere sono un contributo concreto alla tutela dell’ambiente, che ognuno di noi può dare.

I vantaggi sono evidenti:

1. Vuoto a rendere significa meno rifiuti

Una bottiglia in vuoto a rendere, in vetro o in policarbonato, può essere ri-riempita anche 50 volte prima di essere riciclata. Una bottiglia in vuoto a perdere (indipendentemente dal tipo di materiale) una sola volta. Così una cassa con 20 bottiglie di vuoto a rendere sostituisce ad esempio 30000 lattine. In questo modo si riduce la quantità di rifiuto che viene smaltita o riciclata.

2. Vuoto a rendere significa meno materie prime

Una bottiglia in vuoto a rendere può essere utilizzata anche 50 volte prima di essere riciclata. Il risparmio di materie prime rispetto al vuoto a perdere è marcato. Il vuoto a rendere contribuisce al mantenimento di risorse non rinnovabili.

3. Vuoto a rendere significa meno energia

Rispetto alla energia necessaria per una bottiglia in vuoto a perdere con i riutilizzi successivi del vuoto a rendere si riduce notevolmente il consumo di energia. Se da un lato è vero che il lavaggio e il trasporto del vuoto a rendere richiedono più energia rispetto vuoto a perdere, dall’altra è vero che questa energia è ampiamente compensate all’interno del ciclo produttivo decisamente a svantaggio del vuoto a perdere. Complessivamente il consumo energetico della bottiglie in vuoto a perdere è da 3 a 5 volte maggiore rispetto a quello delle bottiglie in vuoto a rendere.

4. Vuoto a rendere significa spesso percorsi più brevi

Il carico ambientale legato al trasporto viene spesso utilizzato come argomento contro il vuoto a rendere. Il carico ambientale, espresso ad esempio in riscaldamento terrestre legato all’effetto serra, dovuto al trasporto rappresenta solo un quarto del totale fabbisogno energetico. Inoltre va considerato che anche le bottiglie in vuoto a perdere devono essere trasportate. In generale entro distanze di 750 km dal punto di vista ambientale è da preferire il vuoto a rendere. Normalmente le bottiglie in vuoto a perdere attraversano l’Europa prima di arrivare al consumatore mentre il vuoto a rendere è utilizzato da produttori locali.

5. Il vuoto a rendere rafforza l’economia locale e l’occupazione

Sia i vantaggi ecologici e che quelli socioeconomici del vuoto a rendere diminuisco all’aumentare della distanza dal produttore alla distribuzione. Il vuoto a rendere quindi stimola economie locali e oltre al vantaggio ecologico rafforzano il mercato dei prodotti locali e favoriscono la piena occupazione.

STOP al conumo di Territorio. Diretta della seconda assemblea nazionale

Watch live streaming video from monferik at livestream.com

Stop al Consumo di Territorio Oggi nellabella Liguria si tiene un evento importante, poco diffuso dai grandi media, tv e giornali atenti alle vicende della politica italiana del PDL e PD. Questo incontro che si tiene a Sarzana è la seconda assemblea Nazionale STOP al conumo di territorio che potte seguire in diretta dal sito nazionale e assistere ai lavori dell’assemblea plenaria in diretta web . Presenza molto importante è quella di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI) comune pioniere di questa campagna: primo commune italiano a crescita zero.

Questo il fitto programma del nostro incontro nazionale …

Ventuno mesi fa nascevano spontaneamente la Campagna ed il Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”, sotto la spinta di un gruppo promotore eterogeneo e molto determinato e dell’esperienza in corso del primo “piano regolatore comunale a crescita zero” attuata dal municipio milanese di Cassinetta di Lugagnano.

Oggi, il manifesto nazionale di Stop al Consumo di Territorio – visibile su web e nella causa e gruppo ospitate dal social network Facebook – risulta essere già stato sottoscritto da quasi 20.000 donne e uomini a titolo individuale, dalle molte migliaia di iscritti a ciascuna delle oltre 200 organizzazioni aderenti a titolo collettivo, senza contare le altre migliaia di persone che hanno siglato l’impegno a fermare il consumo di suolo nel nostro paese attraverso centinaia di banchetti di raccolta firme animati in ogni luogo della nostra penisola. Continua a leggere

Non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta.

COMUNICATO POLITICO DEL MOVIMENTO 5 STELLE ISOLA D’ISCHIA
in risposta al comunicato stampa del Movimento Popolare per i trasporti marittimi a firma del coordinatore Nicola Lamonica

E’ enormemente spiacevole sentirsi aggrediti, dopo giorni da una manifestazione che ci ha visti uniti, sebbene con alcune divergenze, e che ha portato ad innegabili risultati.
I ragazzi del Movimento 5 Stelle sono scesi in piazza da cittadini, consapevoli di quanto una causa come quella dei trasporti marittimi unisca tutti, senza colore, senza simbolo, senza partito, senza movimento, senza la necessità di rivendicare alcuna appartenenza politica, ma solo ed esclusivamente difendendo la propria dignità di cittadini. Sapevamo che ogni bandiera, ogni colore avrebbe inevitabilmente allontanato e fuorviato il cittadino, rendendo insignificante la giusta causa per la quale invitavamo alla mobilitazione.

Questa nostra posizione è stata più volte sottoposta al direttivo (di cui facciamo parte) del Movimento (nato su nostro suggerimento ed iniziativa), ribadendo che ogni singolo gruppo ad esso aderente, avrebbe potuto promuovere come meglio credeva la manifestazione, ma che nel giorno prefissato ognuno di noi scendeva in piazza da cittadino, senza bandiere e senza simboli. In cambio abbiamo ricevuto solo silenzio, come silenzio vi è stato alla nostra richiesta di maggiore collaborazione nell’organizzazione e promozione dell’evento, a cui i ragazzi del Movimento 5 stelle hanno dedicato, tempo, impegno, lavoro e danaro.

Il resto, all’infuori di virtuose, ma rare eccezioni, ha sin dalla seconda riunione mostrato inerzia ed esclusiva volontà di far apparire il proprio simbolo sul volantino, senza però far seguire ad esso un reale e fattivo impegno se non al momento della piazza, delle foto, dei ringraziamenti, delle bandiere, delle tv e dell’inutile pavoneggiarsi agli occhi dei presenti, utilizzando un linguaggio ed un atteggiamento preistorico che ha demotivato i presenti, esplosi invece in un poderoso applauso alla richiesta di ammainare le bandiere.

Le stesse Istituzioni che hanno aderito, all’infuori del Comune di Barano, che ha finanziato senza esitazione la stampa di volantini e locandine, hanno latitato per tutta la fase organizzativa, senza nemmeno farci pervenire autorizzazione scritta alla promozione con megafoni della manifestazione, esponendoci al serio rischio di ricevere multe.

Il video di censura fascista, come è stato definito, è frutto del nostro solo ed esclusivo lavoro, come molto della manifestazione, a cui abbiamo lavorato con dedizione ed impegno, ricevendo in cambio dissociazioni sbandierate a più non posso, per mera propaganda ed opportunismo politico come il PCML dei Savio, o voltafaccia ad orologeria come il Comitato Casa, ed infine questa pugnalata alle spalle dello stesso coordinatore, che ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di ricoprire questo delicato ruolo, forse anche perchè stanco dei soliti provincialismi che la scena politica isolana offre.

Ci dispiace enormemente appurare che il dialogo politico tra forze presenti sul territorio deve far fronte alle solite beghe e personalismi da quattro soldi. Continueremo a lavorare alla nostra maniera con dedizione e fondamentalmente ribadendo le stesse cose dette durante la Manifestazione del 31/08/2010 in merito alla causa trasporti marittimi, ma con le giuste misure che dichiarazioni dello stampo di quelle diffuse aiutano ad avere.-

Non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta.

Movimento 5 Stelle Isola d’ Ischia

Loro non si arrendono? Noi li costringeremo a farlo!!!!!!

I have a dream: il partito del buonsenso e dell’onestà


di Michele Dotti

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza. Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche, né a destra né a sinistra, ma semplicemente “avanti”…

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

Un movimento che sa dire si quando è il momento di dire si e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: si all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme. Continua a leggere

La bancarotta della Terra

Dal Blog di Beppe Grillo – L’uomo sta consumando la Terra. Quanto manca perché un qualsiasi Paese vada in default per fame? Perché si diffonda la bancarotta alimentare? Le decine di “Stati Falliti” dal punto di vista economico non sono nulla in confronto a quelli che falliranno per la mancanza di sostenibilità del loro territorio. Gli Stati morti di fame. Mathis Wackernagel ogni anno ci informa di quando cade l’ “Overshoot Day“, il giorno in cui sono state utilizzate tutte le risorse prodotte dalla Terra in un anno. Nel 2010 cade oggi, il 21 agosto, quattro mesi prima della fine dell’anno e un mese prima rispetto al 2009. Ci vorrebbe un pianeta e mezzo per coprire l’attuale fabbisogno pari al 150%.
Non abbiamo scelta: o emigriamo su Marte, come suggerisce Stephen Hawking, o usiamo le risorse in modo responsabile. Il cemento non si mangia e il CO2 non si respira.

Intervista a Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network. Continua a leggere

La Terra sempre più in rosso: il 21 agosto 2010 sforiamo il budget naturale.

Se tutti vivessero come gli Italiani sarebbero necessari 2,72 pianeti. Quindi avremmo bisogno di 1,72 pianeti in più oltre a quello di cui disponiamo per soddisfare il nostro stile di vita.

(OAKLAND, CA, USA) – L’umanità ha impiegato meno di nove mesi per sforare il budget di questo anno, secondo i calcoli del Global Footprint Network (GFN), una organizzazione di ricerca ambientale con sede in California.

Il Global Footprint Network calcola l’offertadella natura sotto forma di “biocapacità”, ovvero l’ammontare di risorse che il pianeta rigenera ogni anno e la confronta con ladomandadell’umanità ovvero con quell’ammontare che usiamo per produrre tutte le risorse necessarie per la nostra vita e per assorbire le nostre emissioni di CO2.

I dati del GFN rivelano che, al 21 agosto 2010, l’umanità avrà esaurito tutte le risorse e i servizi ecologici – dall’eliminazione della CO2alla produzione delle materie prime per il cibo – che la natura può fornire questo anno (gli interessi del capitale natura).

Da quella data fino alla fine dell’anno, soddisferemo la nostra domanda ecologica dando fondo alle risorse (il capitale) e accumulando gas ad effetto serra nell’atmosfera.

“Se una persona spende il suo intero stipendio annuale in nove mesi, avrebbe di che essere molto preoccupata” dice Mathis Wackernagel Presidente del GFN. “La situazione non è meno allarmante quando tutto ciò succede al nostro budget ecologico. Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la deforestazione, la mancanza di cibo e acqua – sono tutti chiari segnali del fatto che non possiamo più a lungo finanziare i nostri consumi con il credito. La Natura sta per “toglierci la fiducia”. Più informazioni su http://www.footprintnetwork.org/earthovershootday

Cos’è L’Overshoot?

Per la maggior parte della storia dell’uomo, l’umanità ha vissuto con gli “interessi” del capitale natura – consumando risorse e producendo CO2ad un tasso più basso di quello che il pianeta era in grado di rigenerare e assorbire ogni anno. Da circa tre decenni a questa parte, abbiamo superato la soglia critica, e il tasso della domanda umana di servizi ecologici ha iniziato a superare il tasso con il quale la natura può provvedere a rigenerarli. Questa differenza tra domanda e offerta – nota come “Sovraccarico ecologico” (Ecological Overshoot) è cresciuta costantemente ogni anno.

Ora alla Terra, con il capitale naturale rimasto, ci vogliono un anno e sei mesi per rigenerare le risorse che l’umanità utilizza in un anno.

Preoccuparsi delle emissioni di CO2 per bilanciare il budget

Il cambiamento climatico è forse il più importante segnale del nostro comportamento ecologico irresponsabile. L’Impronta ecologica legata al carbonio (per come è calcolata dal GFN, è l’ammontare di i superficie di mare e di terra necessaria è per assorbire la CO2che emettiamo) costituisce la parte più cospicua dell’Impronta ecologica umana e di gran lunga quella che cresce più velocemente. La nostra impronta ecologica da CO2è più che raddoppiata dal 1970 ad ora. In quel periodo, si è accresciuta ad un tasso tre volte più grande dell’altra componente che cresce più velocemente e che è il territorio costruito. Le emissioni di CO2allo stato attuale costituiscono più della metà della domanda umana di natura. Stiamo emettendo molta più CO2di quella che gli ecosistemi naturali possono assorbire; questo sta facendo aumentare la CO2nell’atmosfera e sta contribuendo al cambiamento climatico.

Come viene calcolato l’Earth Overshoot day e perchè è così in anticipo rispetto al 2009

Ogni anno, il Global Footprint Network calcola l’Impronta Ecologica dell’umanità (ovvero la sua necessità di campi, pascoli, foreste, aree di pesca e spazio per infrastrutture e per assorbire CO2), e la confronta con la biocapacità globale (ovvero la capacità degli ecosistemi appena citati di produrre risorse e assorbire rifiuti).

L’Earth Overshoot day è un concetto ideato dalla fondazione inglese “nef” new economic foundation, ed è calcolato in base ai dati del 2007 (l’anno più recente in cui sono disponibili i dati), alle proiezioni basate su tassi storici di crescita della popolazione e dei consumi e all’andamento storico tra il PIL mondiale e la domanda di risorse.

L’anno scorso, l’Earth Overshoot Day è caduto il 25 settembre 2009. Quest’anno è stimato con un anticipo di più di un mese. Questo non è dovuto ad un improvviso cambio nella domanda umana, ma piuttosto ad un miglioramento della metodologia di calcolo che permette al GFN di valutare con più precisione l’estensione dell’Overshoot. (Per esempio, i nostri dati più aggiornati mostrano che il pianeta ha una minor biocapacità rispetto a quanto si stimava precedentemente, soprattutto nel settore dei terreni da pascolo).

“Pensiamo comunque che in nostri calcoli sono – se mai – sottostimati” dice Mathis Wackernagel. “Sappiamo che viviamo ben al di là dei mezzi che il nostro unico pianeta ci mette a disposizione. La buona notizia è che molta della tecnologia che abbiamo per cominciare a far fronte questo problema è disponibile ed è “open source” come la progettazione urbana compatta, l’abitare in modo energeticamente efficiente, la riforma per le tasse ecologiche, la rimozione dei sussidi perversi, una pianificazione familiare sicura e alla portata di tutti, biciclette, diete a basso contenuto di carne, l’analisi del ciclo di vita”.

Per calcolare la vostra Impronta ecologica personale e sapere cosa si può fare andare su www.footprintnetwork.org/calculator.

Informazioni sul Global Footprint Network

Il Global Footprint Network (www.footprintnetwork.org) è una organizzazione di ricerca ambientale che lha lo scopo di far aumentare la sostenibilità attraverso l’uso della Impronta Ecologica, uno strumento per valutare le risorse che misura quanta natura abbiamo, quanta ne usiamo chi usa cosa. Il Global Footprint Network e la sua rete internazionale di partner è focalizzata a risolvere il problema dell’overshoot, lavorando con i capi dei governi e delle compagnie commerciali del mondo per portare i “limiti ecologici” al centro dei processi decisionali.

Cosa possiamo fare

Possiamo cominciare a ridurre il nostro impatto personale andando meno in macchina, facendo durare di più le cose che acquistiamo, evitando l’usa e getta, bevendo l’acqua del rubinetto, mangiando carne meno frequentemente ma di miglior qualità (biologica), risparmiando energia nella propria casa, ristrutturando l’esistente senza cementificare nuovo territorio. Per saperne di più: www.footprintnetwork.org/calculatorin cui si trova la versione adattata alla realtà di varie nazioni tra cui l’Italia.

Sfidiamo i nostri leader

Chiediamo con forza ai nostri leader locali e nazionali di rinnovare le strategie e spingiamoli a prendere iniziative necessarie per creare una società più efficiente nell’uso delle risorse. Occorre investire nelle energie rinnovabili, nel contenimento del consumo del suolo e nell’uso intelligente degli spazi già urbanizzati, nell’abitare e nei trasporti eco-efficiente, in primis la bicicletta. Per maggiori informazioni sul nostro lavoro sui governi:

www.footprintnetwork.org.

Per sapere di più circa l’Earth Overshoot Day, visitare http://www.footprintnetwork.org/earthovershootday

Nicole Freeling Pati Poblete

nicole@footprintnetwork.org

pati@footprintnetwork.org

COMUNICATO

La cedolare secca sui contratti di fitto in vigore dal 2011. Un primo, mezzo passo contro l’evasione e l’abusivismo a Procida

di Mario GoffredoE’ da tempo che discuto di cedolare secca come forma di reazione e di parziale soluzione alle problematiche legate all’esigenza abitativa sull’Isola d’Ischia e con mia lieta sorpresa il Governo ha provveduto con un primo Decreto Attuativo ad includere tale norma nelle misure finalizzate al federalismo fiscale.

L’aliquota fiscale viene fissata in un 20% del fitto percepito, unificando, semplificando e diminuendo un carico fiscale che nel campo dei contratti locatizi ha sempre determinato un sommerso (fitti percepiti in nero) enorme. Dal gennaio 2011, con la nuova normativa, il proprietario di casa sarà tenuto a versare al fisco un quinto del canone percepito: per esempio su di una somma di 500,00 euro/mensili, dovrà versare mensilmente nelle casse dello Stato 100,00, con un guadagno netto e pulito di 400 euro.

Prima di tale normativa e ancora adesso, in attesa dell’applicazione prevista per il gennaio 2011, la somma che bisognava versare come tassa sui fitti percepiti, si calcolava in base alla fascia reddituale di pertinenza calcolata in base alla dichiarazione IRPEF, quindi comprensiva di tutti i redditi, compreso quello da fitto. A ciò bisognava aggiungere le imposte di bollo e di registro. Con la cedolare tale confusione viene risolta e unificata in un’unica quota da calcolare sul canone percepito e fissata al 20%, scorporandola dall’IRPEF.

Gli effetti benefici di tale misura – sebbene non poche siano le deficienze della normativa specialmente in favore dell’inquilino – sono molteplici ed importanti in un territorio come quello isolano, in cui il mercato immobiliare è particolarmente sviluppato e al contempo rigido. Primo fra tutti è l’assoluta convenienza a dichiarare in toto la somma percepita a titolo di canone, sia per la possibilità di avere la tutela giuridica e giudiziaria che solo un contratto registrato garantisce, sia per l’inasprimento che la normativa in discussione stabilisce in caso di evasione parziale e totale.

La riduzione fiscale dovrebbe agevolare anche una calmierazione delle fittanze, stante il minor carico e quindi la possibilità di ridurre la cifra richiesta come canone, rispondendo così all’esigenza abitativa che la cittadinanza isolana manifesta, alla base poi del tanto sbandierato abusivismo di necessità, dove per necessità si intende quella abitativa, a cui quindi potrebbe far fronte una contrattualistica relativa ai fitti molto più semplice, così evitando di costringere a doversi costruire una nuova abitazione, ammesso che esista questa costrizione. Ma la normativa in questione (speriamo in ritocchi prima dell’entrata in vigore) dovrebbe prevedere forme di tetto massimo da stabilire con accordi territoriali e avendo particolare riguardo ai contratti pluriannuali che darebbero più garanzia all’inquilino che cerca una stabilità abitativa. Cosa che purtroppo per ora non fa.

Il gettito proveniente da tale misura sarà di pertinenza delle casse comunali (così sembra dai primi commenti fatti alla nota trasmessa dal Governo) e quindi  potrebbe rappresentare per Procida una ghiottissima possibilità di riassesto finanziario.

Purtroppo le carenze della normativa in discussione sono la mancata previsione della possibilità di detrazione di parte del fitto da attribuire all’inquilino e la persistente esclusione dei contratti di fitto per usi non abitativi, ma commerciali, dove si potrebbe fare molto in aiuto dei commercianti che lavorano in locali in fitto, spesso assoggettati a canoni stellari. Ma una discreta pressione politica potrebbe portare degli aggiustamenti nelle more del varo definitivo della norma che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno.
Quindi, un buon primo passo, ma migliorabile in molti aspetti e spetta ai Comuni alzare la voce per rendere la gestione del territorio più semplice e rispondente alle necessità della popolazione.