Io voto Movimento cinque stelle!

di  Roberto Fico

E’ chiaro che sono di parte ma ci tengo a dire perché io voto il movimento cinque stelle.

Voto il movimento perché è una rete di cittadini veramente liberi e dietro di loro puoi vedere solo la forza delle idee.

Voto il Movimento perché alle parole corrispondono le azioni, dal muoversi in bicicletta fino alla raccolta dell’olio esausto, al rispetto degli altri sempre e comunque.

Voto Movimento perché non ci sono soldi e quindi c’è solo la politica, il ritorno al significato splendente della parola politica. Continua a leggere

Gli indifferenti

Quando vedi quello sguardo senti subito che ti compatiscono. Non capiscono perché lo fai, cosa ci guadagni a cercare di cambiare le cose. Rifiutano il volantino che gli dai. Non firmano per l’acqua pubblica o per l’aria pulita o per la salvezza di un parco cittadino. Se denunci i guasti italiani non ti ascoltano, i loro occhi ti trapassano come un laser. Hanno fretta, hanno sempre fretta. Passano oltre come se fossi un mendicante molesto.Ti dicono graziegraziegrazie (i più gentili) senza neppure ricambiare lo sguardo. Domani, per loro, è sempre un altro giorno che DEVE essere uguale agli altri. Nulla deve turbare la loro pace, qualunque cosa significhi pace, anche pace eterna. Hanno accettato tutto, da Andreotti a Craxi a Berlusconi passando per D’Alema e Bossi. Hanno preso la pillola blu, forse per sbaglio, forse per bisogno di sicurezza. Ma quanti sono gli indifferenti in questo dannato Paese? E come è possibile smuoverli? Talvolta mi chiedo chi me lo fa fare e, tra le tante ottime ragioni, una è quella di non diventare come loro.

http://www.beppegrillo.it/2011/01/gli_indifferenti.html

Comunicato politico numero quaranta

A ondate successive, anno dopo anno, si riesce a parlare del nulla per evitare di parlare del tutto. E’ una ripetizione di D’Addario, Papi, Bunga Bunga, Villa Certosa, Cognato di Fini e Topolanek con il pisello di fuori. Questo non è giornalismo e neppure politica. E’ informazione dal buco della serratura, dalla tazza del cesso, da giornalismo diventato reality show. Duale, nel silenzio sui temi importanti, della politica mafiosa degli ultimi vent’anni. Siamo seri, sono più importanti le rivolte di Tunisi e di Tirana, la disoccupazione, il debito pubblico che si avvia alla cifra folle di 2.000 miliardi o le tette al vento di alcune ragazze ospiti di Berlusconi? Per vendere le copie di un quotidiano tira più un pelo di Ruby che la distruzione economica dell’Italia. Quando non produrremo più nulla come mangeremo? Tra i Paesi occidentali siamo diventati il primo per emigranti. Se un ragazzo esce dalla Bocconi o dal Politecnico di Torino non trova lavoro. L’innovazione è sepolta dopo la morte dell’Olivetti, il coma profondo di Telecom e l’azzeramento del settore informatico. E dobbiamo dedicarci alle scopate di un vecchio satiro 24 ore su 24? Siamo un Paese impazzito, fuori di sesto e di senno, senza voce. A Milano si muore per lo smog, migliaia di persone sono ricoverate ogni anno, siamo fuori da qualunque parametro della Comunità Europea, ci aspetta una multa di 4 miliardi di euro. Non è una notizia da prima pagina questa? E i responsabili politici di queste morti non sono forse più colpevoli di Fede o o di Mora? E la chiusura di Phonemedia con 11.000 persone lasciate a casa senza alcun sostegno non è più importante del culo di una escort? E la bomba a orologeria della disoccupazione giovanile di massa del Sud, di un pompino? Ho una sensazione di sgomento. Evito persino di passare vicino alle edicole per non dover vedere i titoli dei giornali. La televisione è spenta da mesi. On line evito i siti di informazione italiani, ormai in competizione con Youporn. Perché avviene tutto questo? Per rottamare Berlusconi? Un cambiamento politico per via sessuale non cambierebbe nulla. Tolto di mezzo Berlusconi ci rimarrebbe l’Aids del berlusconismo. Tutto cambierebbe per non cambiare nulla. Il processo va fatto agli italiani. Dobbiamo cambiare noi se vogliamo realizzare un Paese migliore. Berlusconi è un feticcio, non esiste, un tizio che tiene a casa un mafioso pluriomicida per anni non può diventare presidente del Consiglio contro la volontà dei cittadini. E’ l’alibi nazionale per non fare mai nulla. Berlusconi ha il potere che il Paese e i partiti (tutti i partiti) gli hanno attribuito. Il MoVimento 5 Stelle è scomparso dall’informazione, ma non dai tribunali. Sono sempre più numerose le denunce contro suoi sostenitori. Per questo sarà attivo a giorni lo “Scudo della Rete“, per fornire assistenza legale. Loro non molleranno mai( ma gli conviene?). Noi neppure.

http://www.beppegrillo.it/2011/01/comunicato_politico_numero_quaranta/index.html

Il MoVimento che non c’è

Il MoVimento 5 Stelle non esiste così come non esistono i suoi quattro consiglieri regionali, le sue decine di consiglieri comunali, il suoprogramma e i suoi elettori, ben mezzo milione solo alle scorse regionali nelle cinque regioni dove si è presentato. Lo affermano i giornali che non ne scrivono o lo diffamano, in questo si distinguono i filosofi cialtroni della sinistra, i telegiornali che lo ignorano, le radio della Confindustria che lo ridicolizzano. Insomma l’informazione italiana al gran completo con qualche eccezione a livello di singolo giornalista. Questo silenzio abnorme è un buon segno, un ottimo segno, un grandissimo segnale almeno per due motivi. Il primo è che il MoVimento 5 Stelle è “altro” rispetto al Sistema, il secondo e più importante è che non può essere omologato ai partiti e alle lobby che li sostengono. Siamo sulla strada giusta. La politica senza soldi li terrorizza. Il loro silenzio è una conferma.

Comunicato politico numero trentanove

La fiducia al governo Berlusconi del 14 dicembre è un antico rito che si ripete. Il “popolo” (questa vecchia e sana parola) non ha nulla a che fare con chi voterà, per chi voterà, per quale motivo voterà. E’ una discussione interna a gruppi di potere rappresentati da burattini tramutati in leader dai peggiori giornali della Terra. La scissione tra il potere esecutivo e gli elettori è totale e manifesta nei manganelli quotidiani. Tutti e tre i poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, nella loro forma attuale, di delega senza indirizzo e controllo da parte dei cittadini, i veri proprietari dello Stato, non hanno più alcun senso, come non ne ha una Costituzione sulla carta eccellente, ma senza la minima possibilità di essere rispettata. Chi conosce la Costituzione? Molti non sanno neppure cosa sia, per non parlare dei suoi articoli, chi ne recita tre o quattro è considerato un genio della politica. Le ideologie sono pagine di Storia usate per giustificare il nulla del presente. Il Movimento 5 Stelle ha un programma, ma il M5S non è solo il suo programma. Il M5S vuole il rovesciamento della politica, della piramide, l’assalto ai forni dell’informazione autogestita dal potere, la centralità del cittadino in OGNI scelta che lo riguardi, la separazione tra capitalismo e rappresentanza democratica, un tetto ai patrimoni personali, leggi popolari discusse in via preferenziale rispetto alle leggi proposte dal Parlamento, referendum spontanei e propositivi senza quorum a livello comunale, regionale, statale. In altri termini, il M5S vuole l’ingresso del cittadino nella politica attiva, evento mai successo fino ad ora. La democrazia dell’uomo massa è il passato, la democrazia dove ognuno conta uno è il futuro. La trasparenza di ogni atto pubblico, permessa dalla Rete, la responsabilità individuale, la politica come servizio civile a tempo sono le basi e il presupposto per evitare le incrostazioni del potere, le camarille, i leader a vita che occupano la cosa pubblica come delle zecche, le stragi impunite. Il M5S non è solo e non è originale, i suoi obiettivi sono gli stessi di partiti islandesi, svedesi, di movimenti statunitensi, fa parte di una tendenza irreversibile, come è successo per altre forze in differenti periodi storici. Assange è solo l’annuncio del cambiamento. La democrazia dominata dal capitale, dagli eletti per censo come Berlusconi e la Moratti, dei segreti di Stato in opposizione al diritto di sapere dei cittadini, dei Parlamenti sottratti alla volontà e al controllo popolare, questo simulacro di democrazia è finito per sempre. I suoi simboli esteriori, le macchine blu, le toghe di ermellino, le scorte, l’immunità parlamentare sono reliquie da cancellare. Appartengono alle catacombe. Il futuro non è ancora scritto, ma il passato è già sepolto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure

Berlusconi offshore di Marco Travaglio

dal blog di Beppe Grillo – Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile.

Continua…

Woodstock significa speranza.


di roberta lombardi

Se la speranza avesse un colore, sarebbe l’azzurro terso del sole di ieri a Cesena. Come se anche il cielo avesse aspettato noi ed il nostro entusiasmo per passare dalle nuvole incerte di sabato all’esplosione di una tardiva estate di ieri. Come se anche il cielo avesse provato a dimostrarci che non esistono nuvole che con la nostra volontù non possiamo mandare via.

Sabato è stata una giornata interlocutoria: il viaggio, ritrovare gli amici da tutta Italia che senti ad a cui scrivi, condividendole, le tue frustrazioni da battaglie mai vinte completamente, abbracciarli e ritrovare nei loro occhi allegri la stessa voglia di cambiare tutto che è poi quella che ogni giorno ti fa dedicare un pochino di te agli altri. E rinnovare con loro l’impegno di rinsaldare la rete che ci unisce: Peppe, Marco e Vincenzo di Parma, Asli di Milano, Marco, Roberto e Salvio della Campania, Ale Cuppone di Bologna, il buon Franco Dell’Alba che sembra tornato ragazzino, Vittorio e Davide di Torino, gli amici dell’Umbria (Michele mancavi solo tu) e tanti tanti altri. Sono gli amici che vedi ogni tanto con cui basta una mezza parola ed uno sguardo per entrare in immediata risonanza. Sono quelli con cui condividi la parte migliore di te e che ti spingono, solo per il fatto che esistono nella tua vita, a migliorarti ancora. Sono con quelli con cui, dopo due minuti che chiacchieri, hai già tirato giù una lista di cose da fare insieme che ti hanno riempito la vita fino all’anno prossimo. Ed altre se ne aggiungono casualmente, perchè ecco che mentre sei in fila per una birra il ragazzo davanti a te si gira e ti chiede se sei di Roma e se lo puoi aiutare perchè a casa sua a Genova gli stanno costruendo un gassificatore sotto il naso e tu ci sei già passato con quello di Malagrotta. E ti scambi idee e mail per inserire anche lui nella tua rete, ampliando esperienze e relazioni. Continua a leggere

Quattro vecchietti sfigati – Marco Travaglio

Testo:

Buongiorno a tutti, anche a beneficio della neurodeliri che prima o poi dovrà intervenire, leggiamo le ultime esternazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi alla festa del Pdl a Milano ieri :“La sovranità è stata trasferita dal popolo ai PM che ci tengono sotto scopa” non si capisce di cosa stia parlando questo Signore, visto che da febbraio i suoi processi sono congelati e non si hanno notizie di nuove indagini che lo riguardino direttamente.

continua…

Woodstock 5 Stelle, meravigliosamente tanti

di Mario Goffredo – Ciao Ragazzi sono sulla strada del ritorno da woodstok 5 stelle. Oggi la gente è stata veramente tanta. Ancor più di ieri. Difficile fare stime esatte. Ma ne eravamo veramente in tanti. Altro dato eccezionale è stato l’accesso in streaming. Addirittura si parla di cifre che bissano il milione.

Comunque sia è stata veramene una bella esperienza. Un Grazie a Beppe, a tutti gli artisti venuti gratuitamente ed al Movimento he ha mostrato grandissime capacità di autorganizzazione e finanziamento. Perfetto il sistema di conferimento dei rifiuti. Ogni spazio era presidiato da ragazzi del Movimento che spiegavano come conferire i rifiuti. Serbatoi d’acqua distribuivano acqua pubblica a cui molti accedevano con proprio biecchiere riutilizzabile.
Forme di consumo che se all’apparenza sembrano strambe hanno poi vantaggii enormi sulla riduzione di rifiuto finale.
Quando alla musica si abbina informazione, politica e rispetto per tutto ciò che c’è di bello in questa vita, il risultato è ecezionale. Contento ed irgoglioso di esserci stato.

Il sogno di Woodstock

Morire, dormire… forse sognare… ecco il difficile
Sopra e oltre“, questo è il sentiero dei sogni dove portare i nostri pensieri. Woodstock… Cesena… sono un sogno a occhi aperti, uno sguardo al cielo e alla bellezza della vita. Tutto è possibile. Due giorni per guardare lontano e cambiare il presente. Woodstock è una pietra gentile nello stagno immobile dei deliri del fantasma di una nazione. Woodstock si espanderà in onde circolari e cambierà tutto. Perchè non crederci? Perché non lottare per il nostro futuro? Non abbiamo altro. Non abbiamo scelta.

L’inno di Woodstock 5 Stelle: “Il sogno di Woodstock”:
Il sogno di Woodstock l’ho fatto davvero, quando ero un bambino, io già ci credevo/
E’ un sogno comune, universale che se ci credi tutto può cambiare/
Cambiano le cose, cambiano i colori, cambiano le storie con i narratori/
cambiano le stelle insieme alle stagioni/
cambia la maglietta con i pantaloni/
Cambio direzione, cambio di opinione/
cambio di lenzuola e cambierà la scuola/
cambieranno un giorno tutte le persone/
ma resterà di noi soltanto una canzone/
My redemption song is blowin’ in the wind/
Il suono di Woodstock è il suono ideale/
una chitarra che non devi accordare/
è il suono di tutti, è quasi ancestrale/
e quando arriva non ti puoi scansare/Perché cambiano le cose, cambiano i colori …/
My redemption song is blowin’ in the wind/
Il sogno di Woodstock l’ho fatto davvero: quando ero un bambino io già ci credevo!
Francesco Baccini