Comunicato politico numero quaranta

A ondate successive, anno dopo anno, si riesce a parlare del nulla per evitare di parlare del tutto. E’ una ripetizione di D’Addario, Papi, Bunga Bunga, Villa Certosa, Cognato di Fini e Topolanek con il pisello di fuori. Questo non è giornalismo e neppure politica. E’ informazione dal buco della serratura, dalla tazza del cesso, da giornalismo diventato reality show. Duale, nel silenzio sui temi importanti, della politica mafiosa degli ultimi vent’anni. Siamo seri, sono più importanti le rivolte di Tunisi e di Tirana, la disoccupazione, il debito pubblico che si avvia alla cifra folle di 2.000 miliardi o le tette al vento di alcune ragazze ospiti di Berlusconi? Per vendere le copie di un quotidiano tira più un pelo di Ruby che la distruzione economica dell’Italia. Quando non produrremo più nulla come mangeremo? Tra i Paesi occidentali siamo diventati il primo per emigranti. Se un ragazzo esce dalla Bocconi o dal Politecnico di Torino non trova lavoro. L’innovazione è sepolta dopo la morte dell’Olivetti, il coma profondo di Telecom e l’azzeramento del settore informatico. E dobbiamo dedicarci alle scopate di un vecchio satiro 24 ore su 24? Siamo un Paese impazzito, fuori di sesto e di senno, senza voce. A Milano si muore per lo smog, migliaia di persone sono ricoverate ogni anno, siamo fuori da qualunque parametro della Comunità Europea, ci aspetta una multa di 4 miliardi di euro. Non è una notizia da prima pagina questa? E i responsabili politici di queste morti non sono forse più colpevoli di Fede o o di Mora? E la chiusura di Phonemedia con 11.000 persone lasciate a casa senza alcun sostegno non è più importante del culo di una escort? E la bomba a orologeria della disoccupazione giovanile di massa del Sud, di un pompino? Ho una sensazione di sgomento. Evito persino di passare vicino alle edicole per non dover vedere i titoli dei giornali. La televisione è spenta da mesi. On line evito i siti di informazione italiani, ormai in competizione con Youporn. Perché avviene tutto questo? Per rottamare Berlusconi? Un cambiamento politico per via sessuale non cambierebbe nulla. Tolto di mezzo Berlusconi ci rimarrebbe l’Aids del berlusconismo. Tutto cambierebbe per non cambiare nulla. Il processo va fatto agli italiani. Dobbiamo cambiare noi se vogliamo realizzare un Paese migliore. Berlusconi è un feticcio, non esiste, un tizio che tiene a casa un mafioso pluriomicida per anni non può diventare presidente del Consiglio contro la volontà dei cittadini. E’ l’alibi nazionale per non fare mai nulla. Berlusconi ha il potere che il Paese e i partiti (tutti i partiti) gli hanno attribuito. Il MoVimento 5 Stelle è scomparso dall’informazione, ma non dai tribunali. Sono sempre più numerose le denunce contro suoi sostenitori. Per questo sarà attivo a giorni lo “Scudo della Rete“, per fornire assistenza legale. Loro non molleranno mai( ma gli conviene?). Noi neppure.

http://www.beppegrillo.it/2011/01/comunicato_politico_numero_quaranta/index.html

Berlusconi offshore di Marco Travaglio

dal blog di Beppe Grillo – Buongiorno a tutti, le bugie hanno le gambe corte, come dice un proverbio, ma come scrisse Giovanni Sartori qualche anno fa, in Italia hanno gambe lunghissime, proprio perché in Italia diceva Sartori, la verità non è accettabile in quanto in Italia anche la televisione di tutti, la RAI, è imbavagliata, il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova, si capisce, a mentire ci provano tutti, ma dove la televisione è autenticamente libera, le bugie hanno le gambe corte, mentre da noi hanno gambe lunghissime, la verità sulla nostra televisione non è accertabile.

Continua…

Comunicato politico numero trentasei

Lo stagno è pieno di rane che gracidano. Ripeto: lo stagno è pieno di rane che gracidano. Il MoVimento 5 Stelle dice quello che fa e fa quello che dice. Un fatto rivoluzionario. Non fa proteste, ma proposte, chi dice il contrario è in malafede. Parlamento Pulito è una proposta per una nuova legge elettorale, i referendum chiedevano una libera informazione e l’abolizione della legge Gasparri. Sono proposte. Proposte, fatti, leggi. Il MoVimento 5 Stelle ha un Programma: leggetelo.

Il MoVimento 5 Stelle ha un solo alleato: i cittadini. Si può alleare solo con i movimenti: per l’acqua pubblica, per i rifiuti zero, per la diffusione della connettività, per l’abolizione della legge Fini-Giovanardi, non con i partiti. I cittadini sono gli attori e gli interlocutori del MoVimento 5 Stelle. Cittadini con l’elmetto che ricoprono per due mandati un incarico pubblico e poi ritornano alla loro attività. Il MoVimento 5 Stelle e i finanziamenti pubblici sono inconciliabili. I partiti vivono invece solo grazie ai finanziamenti pubblici. Il MoVimento 5 Stelle non è di destra o di sinistra, di centro sinistra o di centro destra, è avanti.

Non è un alibi a disposizione per chi, per sua incapacità, perde le elezioni come è avvenuto in Piemonte, dove il centro sinistra era alleato (sic) con l’UDC, o le perderà in futuro. Il MoVimento 5 Stelle nasce dal basso, dalle esigenze delle persone a cui dà voce, dalla richiesta di nuovi paradigmi che non siano ideologie o i leader, ormai spazzatura del passato.

I partiti sono strutture vecchie, basati su lobby, alleanze, tattiche elettorali per un voto in più, un consigliere in più, un deputato. I partiti sono ormai un grande mercato delle vacche. Si è discusso della prostituzione in Parlamento, ma non della compravendita dei seggi. A quanto è in vendita una carica da senatore o deputato?

Due milioni di euro, tre, quattro? Berlusconi è l’effetto, non la causa. Eliminarlo lasciando le cose come stanno ci consegnerà a un altro Berlusconi. Si discute, ad esempio, della legge bavaglio, ma non della commistione tra informazione e impresa e banche. Un quotidiano con azionisti come Tronchetti, Caltagirone, Ligresti o Geronzi che informazione può fare? Nessuna, non può mettersi contro la proprietà. Lo Scudo Fiscale, l’indulto, il nucleare sicuro, la privatizzazione dell’acqua, la TAV, gli inceneritori chi li ha votati: i partiti o Berlusconi? I partiti. La pensione dopo due anni e mezzo chi la matura? Tutti i parlamentari. Chi ha regalato le televisioni e l’immunità a Berlusconi? Il Pdmenoelle. Le rane gracidano e non vedono al di là dello stagno. C’è un altro mondo oltre il canneto e l’acqua torbida.

Un mondo che loro non vedranno mai.
Il 25 e il 26 vi aspetto a Cesena per Woodstock. Belin, non lasciatemi solo sotto le 5 Stelle.

L’economia della politica

La politica e l’economia sono sovrapposte. Non esiste una senza l’altra. L’economia dipende dalla politica e la politica dall’economia. Può avvenire che una prevalga sull’altra, ma sempre in una condizione di simbiosi, di beneficio reciproco. La politica è essa stessa economia, una delle industrie più importanti del Paese con decine di miliardi di giro d’affari annuo. I soldi servono per fare politica e i politici servono per sviluppare l’economia dei concessionari alla Benetton, dei banchieri alla Geronzi, Fiorani, Consorte e dei costruttori alla Caltagirone, Ligresti. Il politico economico può aspirare alla presidenza del Consiglio e ottenerla, come è successo con Berlusconi, concessionario dello Stato per le frequenze televisive all’1% del fatturato.
Il Parlamento è un obiettivo economico, un punto di arrivo sociale, non esistono parlamentari poveri, esistono invece parlamentari che sono diventati ricchi, o almeno benestanti. La politica è un affare, i soldi sono il suo carburante, l’ossigeno che la tiene in vita. I partiti per prosperare hanno bisogno di sedi (pagate dai finanziamenti pubblici) , di giornali (pagati dai finanziamenti pubblici), di strutture sul territorio del tutto simili a un’azienda con capi e sottocapi (pagate dai finanziamenti pubblici), di impiegati ai loro ordini in Parlamento, nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni (pagati dalla tasse). Le elezioni sono un grande divoratore di investimenti, chi se li può permettere vince, come è successo per Mortizia Moratti, diventata sindaco grazie ai milioni di euro del marito petroliere.
La differenza tra politica e economia è sempre più sottile. La privatizzazione del pubblico, sostanza dello Stato sociale, del patto che lega una comunità, della mutua assistenza, è considerato progressista, segno di una efficienza che si traduce sempre e comunque in profitto per qualcuno. Lo Stato, che la Costituzione dice basato sul lavoro, è invece basato sul capitale, chi lo possiede, o lo gestisce, si fa Stato. La politica è carriera, chi ci è entrato non ne esce, si ritiene indispensabile alla collettività, ma nel migliore dei casi ha ottenuto un posto di grande rilevanza mediatica e un ottimo stipendio. La separazione delle carriere deve partire da questo osceno connubio tra politica e economia.
Il risultato più importante per il MoVimento 5 Stelle è l’aver ottenuto mezzo milione di voti a 0,8 centesimi a voto e aver rifiutato il finanziamento pubblico di un milione e settecentomila euro spacciato da “rimborso elettorale“. La Rete rende possibile una nuova politica separata dagli interessi economici, la politica delle idee e della trasparenza a costo zero per i cittadini. I partiti sono a un bivio, ma non possono imboccare nessuna delle due strade. Se si separano dagli interessi economici, dalla “roba“, moriranno come un gemello siamese con due teste. Se non si separano saranno cancellati dagli elettori. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure!

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